Proprio nel momento in cui nel nostro paese le scuole sono in disfatta, quasi che una nuova anarchia si innestasse nell’incuria di una cultura basata più sul mercato che sulla formazione, ci sentiamo orgogliosi di proporre una scuola di teatro che formi dei bravi professionisti di una grande arte legata al sapere parlare, al sapere analizzare la realtà, al sapere approfondire la memoria, al sapere discutere sui grandi temi del sociale.
Noi crediamo che la cultura sia necessaria al benessere di un paese, perché la cultura insegna a pensare e a capire, insegna a unire le diversità nel rispetto della piu distanti identità. E crediamo che la scuola, non solo quella per i bambini, ma quella per gli adulti consapevoli, sia un luogo di incontri, di conoscenza, di approfondimento, di creazione.
Sapersi muovere, sapere comunicare anche attraverso un linguaggio visionario e danzante, significa imparare a entrare nel futuro col piede leggero e sicuro. Fra l’altro il gioco è legato alle regole. Non c’è gioco senza regole. E gioca meglio chi conosce a fondo le norme. Noi crediamo alle regole, non solo del piccolo gioco scenico, ma del grande gioco delle parti di pirandelliana memoria. Crediamo al lavoro collettivo, alla dialettica del pensiero, alla forza della memoria, alla progettazione generosa di un futuro migliore.


Una scuola fra le montagne. Una scuola nel centro di un Parco antico e popoloso di animali selvatici. Una scuola itinerante che coinvolge diversi paesi, in rapporti di affinità e collaborazione fra di loro.